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L’ultima chiamata prima del “sì
Faccio la sarta da trentadue anni, bottega in via dei Neri, due passi da Ponte Vecchio, dove l'
Fajna Tajna
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Il resto in tasca
Lavoro alla cassa numero due del minimarket di via Solferino, a Bergamo, da undici anni. La gente pensa
Fajna Tajna
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Ombrello
Ci lavoro da undici anni. Faccio la portineria di notte alla clinica veterinaria "San Rocco"
Fajna Tajna
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Il campanello del bar di Bracciano
Mi chiamo Renato, ho sessantotto anni, e da quando ho chiuso la ferramenta gestisco quattro tavolini
Fajna Tajna
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Il campanello del bar di Bracciano
Mi chiamo Renato, ho sessantotto anni, e da quando ho chiuso la ferramenta gestisco quattro tavolini
Fajna Tajna
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Chi resta nel bosco non ha più paura del buio
Le donne del quartiere Barriera, a Torino, hanno smesso di chiedere di lei dopo il primo inverno.
Fajna Tajna
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La farfalla di carta
Insomma, quando arrivammo alla fila 7, la signora aveva già la cintura allacciata e il tavolino abbassato.
Fajna Tajna
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Il vestito color lavanda
Ho perso mia figlia un martedì di marzo, tre mesi prima della sua maturità. Si chiamava Anna, aveva diciotto
Fajna Tajna
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Pulisci la mia borsa, vecchio
Mio genero mi ha dato un ultimatum: «O servi mia moglie o te ne vai». Ho sorriso, ho preso la valigia
Fajna Tajna
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Lo sapevo. Dovevo solo far sparire quella donna e la bambina, e tutto sarebbe tornato a posto. Invece, quella sera, nella palestra della scuola dove non avevo mai messo piede, mia nipote di sei anni si è avvicinata a un uomo che non conoscevo. L’ho sentita dire: «La mamma sapeva che saresti stato qui». E in quel momento, prima ancora che arrivasse l’avvocato con l’ordinanza, prima che il detective mi mettesse le manette, ho capito che avevo perso.
Lo sapevo. Dovevo solo toglierle tutto, e tutto sarebbe tornato a posto. Invece, quella sera, nella palestra
Fajna Tajna