— Uscite immediatamente e non toccate gli interruttori, ordinò il tecnico.
Aprì la finestra, chiuse il rubinetto e ci fece lasciare l’appartamento. Pepe continuava a piangere davanti ai fornelli.
Marco lo prese in braccio.
— Hai fatto il tuo dovere, piccolo. Ora andiamo.
Nel cortile, la signora Bianchi mi fissò.
— Da quanto tempo tenete quel cane nel mio appartamento?
— Da gennaio.
— Mi avete mentito per mesi.
— Avevamo paura di perdere la casa.
Le raccontai tutto: il freddo, il cucciolo ferito, gli annunci e le persone poco affidabili che avevano risposto.
— Alla fine è diventato parte della famiglia, fine è diventato parte disse Marco.
— Questo non cancella il contratto.
— Lo sappiamo. Se vuole mandarci via, non possiamo impedirglielo. Ma Pepe viene con noi.
La squadra del gas trovò una perdita dietro la cucina. Il tubo era vecchio e il gas si era raccolto tra il mobile e la parete.
— Sarebbe bastata una scintilla, spiegò un operatore. — Il cane vi ha avvertiti appena in tempo.
La signora Bianchi guardò Pepe con un’espressione diversa.
— Quindi il clandestino mi ha salvato l’appartamento.
Pepe le si avvicinò e si sedette.
Lei sospirò e gli accarezzò il muso.
— Ho vietato gli animali dopo che alcuni inquilini hanno rovinato tutto, disse. — Non voglio più affrontare danni simili.
— Pagheremo una cauzione maggiore, propose Marco. — E risponderemo di ogni problema.
La proprietaria rimase in silenzio.
— Non mi piace essere ingannata.
— Ha ragione, risposi.
— Ma non mi piacerebbe nemmeno essere la persona che caccia il cane che ci ha salvati.
Ci guardò severamente.
— Pepe può restare. A condizione che venga inserito nel contratto.
Scoppiai a piangere.
— Grazie.
— Ringraziate lui.
Qualche giorno dopo la signora Bianchi tornò con i documenti e una coperta per Pepe.
— Era in offerta, precisò.
Da allora non dovemmo più nasconderlo. I vicini lo salutavano sulle scale e la proprietaria gli portava biscotti fingendo che fossero avanzati.
Marco ricordava spesso il giorno in cui lo aveva raccolto dalla neve.
— Pensavo di avergli salvato la vita.
Io guardavo Pepe addormentato accanto al divano.
— Forse la vita ha deciso che dovevate salvarvi a vicenda.
La bontà non sempre torna nello stesso modo in cui viene data.
A volte torna su quattro zampe, abbaiando con tutte le sue forze davanti a un pericolo invisibile.
